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Ferdinando Faraò
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- Hai scelto tu lo strumento o lo strumento ha scelto
te ?
Mio papà suonava la batteria da ragazzo. Suonava
swing ed ascoltava jazz, soprattutto big bands, credo che questo
abbia significato qualcosa.
- Ricordi la primissima volta che ti sei seduto dietro
a una batteria ?
Ho una foto che mi ritrae da ragazzino con le bacchette in mano...
- C’è qualche esperienza musicale, tra le
tante che hai vissuto, che ti ha segnato o che ricordi con maggiore
emozione ?
Sono tante... ricordo con emozione il concerto, forse
anche a causa del suo contesto (per me) straordinario, tenuto
ad Amsterdam al Concertgebouw con Tango Seis e Milva nella tango-operita
di Astor Piazzolla "Maria De Buenos Aires". Fu un momento
molto intenso, il teatro era stracolmo e noi eravamo letteralmente
circondati dal pubblico...
- A proposito di emozione, come ti senti prima di un
concerto ?
Molto felice...
- Senti di dover dire grazie a qualcuno in particolare
per quello che sei oggi ?
Quello che sono oggi? Penso di essere più me stesso e questo
grazie agli altri.
- Qual è il tuo approccio all’improvvisazione
? Come sviluppi un assolo ?
Alla base di tutto c’è sempre un’idea da sviluppare
che può nascere da una struttura ritmica, melodica/armonica
o timbrica o da una suggestione evocata da un testo, un' immagine
ecc...
- Fra i tanti musicisti che hai conosciuto nel corso
della tua carriera, c’è qualcuno in particolare che
ti ha segnato musicalmente ?
Particolarmente tutti i musicisti che intendono la musica come
sviluppo di idee, ricerca, analisi e sintesi di linguaggi e che
non cadono nella ripetitività: Franco D'Andrea, Antonio
Zambrini, Massimo Giuntoli, la Blast Uniti Orchestra (Alberto
Tacchini, Tito Mangialajo, Paolo Botti, Jonny Falzone, Dimitri
Grechi Espinoza, Beppe Caruso, Simone Mauri, Michele Benvenuti,
Riccardo Pittau, Massimo Falascone, Edoardo Marraffa, Cristian
Calcagnile...) musicisti straordinari di grande spessore artistico,
musicale e umano.
- Quale pensi che debba essere il ruolo del batterista
all’interno di una band ?
Essere al servizio della musica...
- E’ un musicista come gli altri o ha una “responsabilità”
in più ?
In un certo senso è il leader del gruppo anche quando non
lo è.
- Parlaci del tuo ultimo disco “Eschersuite”,
progetto che abbiamo avuto il piacere di presentare e ascoltare
a Sestri Jazz 2002 ?
Volentieri, grazie...
ero ancora adolescente quando ho "incontrato" per la
prima volta M.C.Escher, in occasione di una festa a casa di un
amico. Ricordo che in quelle riunioni finivamo sempre per ritrovarci
tra soli "maschi". Questo aspetto non rappresentava
certo uno stimolo a ballare, ma in compenso la nostra eccitazione
era comunque garantita dall'ascolto di tanta musica: Frank Zappa,
Robert Wyatt, Genesis, King Crimson, Hatfield and The North, Soft
Machine...
Fu appunto in una di quelle occasioni che mi capitò tra
le mani un libro illustrato di M.C.Escher. Rimasi molto colpito
dallo stile "senza tempo" dei suoi disegni, e ovviamente
alquanto sbalordito alla vista di quegli scenari tanto impossibili
quanto credibili. L'idea di scrivere e suonare musica ispirandomi
a quelle opere è però nata molti anni dopo. Pretendere
di "tradurre"in musica le costruzioni visive di Escher
costituisce sicuramente un progetto molto ambizioso, se non addirittura
rischioso, ma lo stimolo si è mantenuto forte nel tempo
al punto di risultare irrinunciabile. Ho cominciato così
a lavorare sulla semplice interpretazione di alcuni simboli, sequenze
ritmiche e strutture compositive contenute in alcune famose incisioni.
Rispetto al concerto che abbiamo avuto il piacere di presentare
a Sestri Jazz 2002 il disco vede coinvolti Simone Mauri ai clarinetti,
Enea Coppaloni al basso elettrico, Michele Benvenuti al trombone
e Valerio Scrignoli alla chitarra elettrica e effetti. Recentemente
si è aggiunto anche Alberto Mandarini alla tromba.
- Domanda finale di rito: puoi anticiparci qualcosa dei
tuoi prossimi progetti ?
Mi sto dedicando ad un'operetta...
(riproduzione riservata)
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SCHEDA JAZZ LIGHTHOUSE
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NOME E COGNOME:
Ferdinando Faraò
STRUMENTO: Batteria, percussioni, composizione
LUOGO E DATA DI NASCITA: Roma, 6 agosto 1959
PRINCIPALI COLLABORAZIONI:
Antonio Zambrini "Trio e Quartetto, Beppe Caruso "Free
Air Sextet", Giovanni Falzone "Music For Five", Blast
Unit Orchestra.
DOVE ASCOLTARLO:
> Claudio Fasoli, Input, Bull Record,1984
> Civica Scuola Mortara Dir. Gabriele Comeglio, Jazz FRiends,
Alambicco, 1989
> Claudio Bolli, Empty Jazz Quintet e Octet, Splasc(h), 1991
> Beppe Aliprandi, Jazz Academy Trio, Splasc(h), 1993
> Bruno Maria Sinno, R'umori, Le Parc Music, 1994
> Ferdinando Faraò, Listening Self, Splasc(h), 1997
> Davide Zaccaria-Michael Rayher, Y No Hay Remedio, Altri suoni,
1999
> Luca Garlaschelli, Escuela De Oficios, Audiar, 1999
> Ferdinando Faraò, L'essenza, Splasc(h), 2000
> Susy Renzi, Heaven, DDQ, 2000
> AA.VV., Ah.Um Jazz Festival 1° edizione, Cjam, 2000
> Maurizio Bucca, Silent Letter, DDQ, 2000
> Luca Garlaschelli, The Sound Of Dream, Audiar, 2001
> Giovanni Falzone, Music For Five, Splasc(h), 2001
> AA.VV., Ah.Um Jazz Festival 2° edizione, Cjam, 2001
> Beppe Caruso, Free Air Sextet, 2002
> Terra d'aqua, Viagen De Um Som, D.Zaccaria/M.Anadon,2002
> Antonio Zambrini, Due colori, Abeat, 2003
> Ferdinando Faraò, Eschersuite, DDQ, 2003
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