Alberto Malnati

Come ti sei avvicinato al jazz ?
- E' stato grazie alla Scuola Jazz di Quarto nel 1979 e al mio primo maestro Luciano Milanese, che invitandomi a casa sua mi fece ascoltare alcuni grandi musicisti tra i quali Ron Carter. Qualche mese più tardi comprai alcuni dischi fondamentali, tra i quali: “Self Portrait In Three Colours” di Charles Mingus, “Working” and “Steamin” di Miles Davis e una raccolta di incisioni di Charlie Parker: era fatta, non sarei più tornato indietro.

Quale è stato il tuo percorso formativo ?
- Ho iniziato come autodidatta suonando con alcuni amici in una rock band. All' età di 14 anni mi iscrissi alla scuola Jazz di Quarto, dove prima Luciano Milanese e poi Piero Leveratto furono i miei maestri di strumento e Paolo Silvestri il fondamentale mentore del corso di musica d'insieme.
In seguito ho frequentato prestigiosi seminari e cleenex internazionali nelle quali ho avuto modo di incontrare grandissimi bassisti come Walter Booker, Ray Brown, Ron Carter e Buster Williams del quale sono stato assistente e traduttore per tre anni. Ma a parte i grandi Maestri, come tutti i jazzman della mia generazione l' iter formativo è stato il palco, i tanti concerti, le jam session, le collaborazioni con tanti grandi musicisti ed i consigli di tanti colleghi più "anziani" incontrati in tanti anni. Voglio ricordare un paio di amici e colleghi che mi hanno insegnato molto, i due pianisti genovesi Andrea Pozza e Dado Moroni ed il polistrumentista veronese Bruno Marini.

Quali dischi di jazz hanno inciso maggiormente sulla tua formazione artistica ?
- Sicuramente l' intera discografia di Charlie Parker, tutti i dischi delle formazioni di Miles Davis dal 1956 ai primi anni ‘70, “Giant Step”, “Africa Brass”, Soul Trane” di John Coltrane, “The Great Concert”, “Pithecanthropus Erectus”, “Mingus Mingus Mingus” di Charles Mingus, tutto il periodo “Riverside” di Bill Evans e molti altri ovviamente ma che rischia di diventare un'elenco lunghissimo che parte dagli Hot Five/Seven di Louis Armstrong e passando da Duke Ellington e Ornette Coleman arriva ai Weather Report...insomma decine e decine di artisti e dischi.

Ci sono musicisti con cui vorresti suonare ?
- Certamente, ma soprattutto mi piacerebbe risuonare e re-incidere con alcuni amici che non vedo da tempo, come il batterista Sangoma Everett, o il grande Charlie Mariano, ma sopratutto spero di incontrare nel corso della mia carriera tanti giovani talenti e ricambiare così il debito di gratitudine contratto con tanti musicisti nel mio passato.

Che regista e che scrittore preferisci ?
- Mi piacciono Fellini, Tavernier, Spielberg, Lars von Tiers, Tarantino, Rossellini, Sergio Leone, Salvatores, Scorsese e Oliver Stones...mi piace il cinema, quello spettacolare, quello storico, quello introspettivo , di denuncia, comico, noir, horror...mi piace il cinema, non sono un fine intenditore, mi piace il cinema, basta che sia fatto bene...
Per quello che riguarda la letteratura sono molto legato agli autori della “Lost Generation” americana, Miller, Fitzgerald, Hemingway, Caldwell, Steinbeck, e della “Beat Generation”, Jack Kerouac, Lawrence Ferlinghetti, William Burroughs.

Dove andrà la tua musica nei prossimi anni ?
- Spero dove sono io...spero che continui a somigliarmi e a raccontarmi, non mi preoccupo molto di quale " direzione" essa possa prendere, spero solo che continui a piacermi farla e che questo "piacere" sia avvertibile e condivisibile da parte di chi ascolta.

Hai progetti per il prossimo futuro ?
- Certo, tanto per cominciare un cd con il Vajrayana Quintet, che spero di realizzare entro il Gennaio del 2004, e un cd " patchwork ", fatto di registrazioni live e in studio con formazioni diverse. Un disco " schizzofrenico" che racchiuda tutto il jazz che amo. Ci sarebbe anche la pubblicazione di un libro di racconti, ma per il momento il progetto è ancora un file sul computer.

(riproduzione riservata)

 



SCHEDA JAZZ LIGHTHOUSE

NOME E COGNOME: Alberto Malnati

STRUMENTO: Contrabbasso

LUOGO E DATA DI NASCITA: Genova, 3 agosto 1966

PRINCIPALI COLLABORAZIONI:
Johannes Faber, Gianni Coscia, Andrea Pozza, Dado Moroni, Sandro Gibellini, Antonio Faraò, Ferdinando Faraò, Bruno Marini, Alessio Menconi, Joe Diorio, Mike Stern, Eric Marienthal, Paul Jeffrey, Jesse Davis, Plas Johnson, Rev. Lee Brown, Kitty Margolis, Shawn Montero, Jery Brown, Red Holloway, Sangoma Everett, Jimmy Cobb, Bobby Durham, Kenny Barron, Benny Golson, Charlie Mariano, Consuela Lee, Cristina Mazza, Giorgio Conte.

DOVE ASCOLTARLO:
> Alberto Malnati, Big Gift Quintet, Pull, 1999
> AA.VV., Ah.Um Jazz Festival terza edizione, C-jam, 2002
> Be Bop Impossible, Omonimo, Azzurra, 2002
> Giogio Conte, Il contestorie, Storie di note, 2003