DAVE HOLLAND
EXTENDED PLAY
(ECM, 2003)
Dopo aver allargato a una big band di tredici elementi
il suo quintetto, esperienza sfociata con la pubblicazione di “What
goes around “ nel 2002, Dave Holland torna all’originale
formazione con Chris Potter al sax, Robin Eubanks al trombone, Steve
Nelson al vibrafono e lo straripante Billy Kilson alla batteria.
Proprio nelle note di copertina di quel disco il quintetto era l’oggetto
di una speciale dedica che ricordava il contributo alla realizzazione
del progetto. In realtà “Extended play”, doppio
disco dal vivo inciso al leggendario Birdland dal 21 al 24 novembre
2001 (e quindi dopo “What goes around“) risulta in parte
essere un banco di prova live per la successiva tournée dell’orchestra
che toccò anche Milano nello scorso autunno. Questa apparente
pedanteria discografica vuole in realtà testimoniare dell’importante
lavoro di Holland alla creazione di un vero e proprio repertorio;
in questo caso costruito nel corso di anni (due brani sono tratti
da “Point of view, disco in cui Steve Wilson non aveva ancora
lasciato il posto a Chris Potter, altri quattro da “Prime
directive” del 1999) e che ha fruttato una coesione e un interplay
ormai di livello assoluto tanto che il gruppo del contrabbassista
inglese può ormai assurgere nell’olimpo delle formazioni
storiche del jazz .
Dall’orientaleggiante “Bedouin trail” di Eubanks
al funkeggiante “Metamorphos” non un assolo dei nove
brani (che superano i quindici minuti nella maggior parte dei casi)
si risolve in arida esibizione e non uno dei titoli si piega ai
triti schema dell’improvvisazione ‘programmata’.
Un grandissimo live per il quale si può anche sottostare
ad un piccolo sacrificio economico; citazione finale d’obbligo
per Chris Potter, qui in una delle sue esibizioni più mature
e complete, capace in alcuni momenti di far correre il pensiero
all’inarrivabile Bird.
Danilo Caronia
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