Massimiliano Rolff, Andrea P
ozza, Sagoma Everett



Strade



“Il jazz non è solo l’insieme dei suoni che si possono trarre da una particolare combinazione di strumenti, è anche i musicisti che suonano quegli strumenti, è anche i luoghi dove è suonato, le strutture commerciali, i rapporti che crea”.
Così scriveva Eric Hobsbawm, in un libro pubblicato più di cinquanta anni fa, con una folgorante sintesi che rimane valida ancora oggi. Persone, relazioni, musica: sono gli stessi cardini dell’attività dell’associazione culturale musicale Jazz Lighthouse, animatrice di un festival che da otto anni si tiene nel parco di Villa Rossi a Sestri Ponente. In cartellone la scorsa estate, il pianista genovese Andrea Pozza insieme al contrabbassista Massimiliano Rolff e al batterista statunitense Sangoma Everett: il trio conquista subito con “Like In Nigeria” e “Sir Pent”, due smaglianti composizioni del pianista genovese, con “Ask me now” di Thelonious Monk, risolta con inconsueta e romantica leggerezza, con “It Don't Mean A Thing (If It Ain't Got That Swing)” di Duke Ellington, introdotta nel segno di Fats Waller e con “Just In Time”, già nel repertorio di Oscar Peterson e Keith Jarrett, con uno splendido assolo di Pozza, sempre assecondato senza sbavature da Everett e Rolff. Ma Jazz Lighthouse è anche promotrice di un premio, "Giovane in Jazz", giunto nel 2008 alla quarta edizione; il 10 maggio scorso una giuria decretava vincitore il ventunenne trombettista sardo Francesco Lento. Così, in occasione del festival, Lento si unisce al trio, per un incontro sul linguaggio comune degli standard: “My Ideal”, un brano inciso da Coltrane con Wilbur Harden alla tromba, da Kenny Dorham, da Sonny Rollins, da Art Tatum e Ben Webster, “Birdlike”, un titolo poco frequentato di Freddie Hubbard con il quale il musicista sardo si misura senza esitazioni, per terminare con l’immortale “Stella By Starlight” (dove si ascolta anche la tromba di Luca Cosi). Nel frattempo sullo stesso palco è salito anche il decano dei sassofonisti italiani, Cesare Marchini, fiumano giramondo che a più di ottanta anni ancora conserva intatta la voglia di suonare, per una limpida versione di “Softly as in a morning sunrise”.
“Coloro che ascoltano il jazz, che scrivono di jazz, che leggono di jazz, sono il jazz” scriveva ancora Hobsbawm: ed è grazie a un disco così che queste parole continuano ad essere autentiche e permettono a tutti noi di sentirci, con pieno diritto, compartecipi del sempre vitale mondo del jazz.

Danilo Di Termini

1) Like In Nigeria (Andrea Pozza) 8:12
2) Ask Me Now (Thelonious Monk) 7:21
3) Sir Pent (Andrea Pozza) 7:47
4) It Don't Mean A Thing (If It Ain't Got That Swing) (Duke Ellington) 8:13
5) Just In Time (Jule Styne) 9:37
6) My Ideal (Richard Whiting / Newell Chase ) 5:10
7) Birdlike (Freddy Hubbard) 5:00
8) Softly As In A Morning Sunrise (Oscar Hammerstein II / Sigmund Romberg) 3:22 *
9) Stella By Starlight (Ned Washington / Victor Young) 6:47 *

* Bonus tracks

Massimiliano Rolff, contrabbasso
Andrea Pozza, pianoforte
Sangoma Everett, batteria
Francesco Lento,tromba (6, 7, 9)
Cesare Marchini, sassofono (8)
Luca Cosi, tromba (9)

Concerto registrato dal vivo in Villa Rossi Martini
a Genova Sestri Ponente il 22 giugno 2008