Questo romanzo è un grande e devoto tributo al jazz, una dichiarazione d'amore alla musica, un inno alla fatalità e alla passione, all’urto drammatico di amori potentissimi.
Simon Nardis, il protagonista del libro (anche se l’autore non lo dice, è bene ricordare che "Nardis" è un tema di Miles Davis che ha ossessionato Bill Evans per tutta la vita), mitico pianista di musica jazz, ha abbandonato da anni la sua arte. Salvato dall’alcolismo dalla devota moglie Suzanne, si guadagna da vivere lavorando come tecnico per una ditta di riscaldamento industriale. Per un’urgenza di lavoro, Simon si reca in una cittadina balneare dove, alla sera, il cliente lo invita in un club per aspettare l’ora del treno di ritorno a Parigi. Un goccio di vodka e qualche nota di jazz bastano a far crollare le difese che Simon aveva costruito contro i propri demoni: l’impiegato modello, il marito fedele, il buon padre di famiglia vengono spazzati via dalla musica, alla quale non resiste. Simon, ubriaco, si mette al pianoforte e accompagna Debbie, la giovane padrona del club che lo ha riconosciuto. Dopo anni di annientamento, sotto gli occhi del pubblico incantato, il musicista rinasce, nella magia della notte che cambierà la sua vita.